Penso che…

Elisa Bigi

Elisa Bigi

Alcune cose che penso:

  • la mia vita non si basa sul p.i.l. (prodotto interno lordo) ma sulla f.i.l. (felicità interna lorda);
  • credo che Dio esista e che ad ogni persona doni una vocazione unica e talenti meravigliosi;
  • essere adulta, per me, non significa indossare la maschera di persona perbene, ma fare i conti con la mia umanità e continuare a crescere;
  • essere libera implica l’assumermi la responsabilità della mia libertà: scegliere chi essere, cosa pensare, come vivere, cosa fare, e saper rispondere di tutto questo a chi me ne domanda ragione;
  • rivendico il diritto alla libertà di cambiare: cambiare idee, nomi, punti di vista;
  • saper cambiare non vuol dire essere indecisi o poco seri, ma essere vivi;
  • avere dignità significa scegliere come affrontare le tante situazioni che la vita ci pone davanti, reagire alla banalità dell’ignoranza e non voltarsi dall’altra parte;
  • chi non ha più domande da farsi o cose da scoprire è già morto…mi auguro di restare viva per tutta la vita;
  • amo Bologna e la volgare, lirica bolognesità;
  • la mia terra è l’Emilia-Romagna, amo la sua nebbia, i suoi colori, il suo sentire greve e lieve a tempo stesso;
  • autoproduco i vestiti perchè la mia seconda pelle – gli abiti che indosso – corrisponda a me stessa;
  • non intendo seguire le mode, di qualunque tipo siano: sono fatte per orientare i consumi;
  • sono una lavoratrice precaria per scelta: voglio essere io, e non un datore di lavoro, a decidere per cosa, come, quando e quanto lavorare;
  • mi rifiuto di evadere o di trovare scappatoie pseudo legali perché le scuole, gli ospedali e gli altri servizi pubblici a cui accedo vengono sostenuti con le tasse;
  • penso che le regole e il senso del dovere non bastino a tenere vivi persone, comportamenti, esperienze, se non sono mossi da pensieri e passioni;
  • amo la natura e non sopporto gli imbecilli che non la rispettano;
  • i dialetti sono qualcosa di straordinario, contengono in sé il carattere di un popolo, non vanno fatti morire;
  • ho avuto familiari, insegnanti, educatori straordinari, ho fatto esperienze belle e importanti: è ora che restituisca qualcosa di tutto il bello che ho ricevuto;
  • credo di non aver niente da insegnare a nessuno ma, attraverso ciò che creo, spero di poter offrire un po’ di leggerezza e qualche domanda pesante.

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